Frasi di Nietzsche su Dio e sulla religione

Pensieri su Dio di Nietzsche e sul rapporto dell’uomo con la religione

Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatori, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dei, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione più grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, ad una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi! (La Gaia scienza, aforisma 125).

In ogni morale ascetica, l’uomo adora una parte di sé come Dio, e a tale scopo è costretto a render diabolica la parte che resta.

La vita religiosa

L’uomo come poeta, come pensatore, come Dio, come amore, come potenza – : oh! la regale liberalità con la quale ha donato alle cose, per immiserirsi e sentirsi meschino! Finora il suo più grande disinteresse è stato che egli ha ammirato e adorato e ha saputo nascondersi, che è stato lui che ha prodotto ciò che ha ammirato (La volontà di potenza).

TI CONSIGLIAMO ANCHE:  Frasi di Margherita Hack su stelle, universo e scienza

L’uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell’uomo? (Crepuscolo degli idoli).

Un Dio che è onnisciente e onnipotente, e che non provvede neppure a che la sua intenzione venga compresa dalle sue creature, dovrebbe essere un Dio di bontà? (Aurora),

Aforismi sulla religione di Nietzsche

Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei aver arrecato un’ingiustizia a una religione affine, che anche per il numero dei seguaci è superiore a esso: vale a dire il buddismo. Sono connesse tra loro in quanto religioni nichilistiche – sono religioni della décadence (L’Anticristo. Maledizione del cristianesimo).

In realtà fra la religione e la vera scienza non esiste parentele, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi.

Umano troppo umano

La metafisica, la morale, la religione, la scienza vengono prese in considerazione in questo libro soltanto come altrettante forme di menzogna: con il loro aiuto si crede nella vita (La volontà di potenza).

TI CONSIGLIAMO ANCHE:  Buona resurrezione a tutti, frasi di auguri per Pasqua

La religiosità, la “vita in Dio”, considerate da questo punto di vista, apparirebbero il più raffinato e ultimo prodotto del timore della verità, l’adorazione e l’ebbrezza dell’artista di fronte alla più conseguente di tutte le falsificazioni, la volontà di capovolgere il vero, la volontà di non verità a qualsiasi prezzo (Al di là del bene e del male).

Nessuna religione ha mai finora contenuto, né direttamente né indirettamente, né come dogma né come allegoria, una verità. Poiché ciascuna è nata dalla paura e dal bisogno e si è insinuata nell’esistenza fondandosi su errori della ragione (Umano troppo umano).

Citazione di Nietzsche su preti, religioni e Dio

È deplorevole che Gesù Cristo non sia vissuto più a lungo, forse sarebbe stato il primo a rinnegare la sua dottrina, e forse avrebbe anche imparato a ridere e avrebbe pianto meno spesso.

Frammenti postumi

I preti sono i commedianti di qualcosa di sovrumano a cui devono prestare concretezza, si tratta di ideali, di dèi o di salvatori: in ciò trovano la loro professione, in tal senso sono disposti i loro istinti; per ottenere la maggiore credibilità possibile, devono mirare alla immedesimazione, per quanto è possibile; la loro abilità di commedianti deve produrre in loro anzitutto la buona coscienza, con l’aiuto della quale soltanto si può veramente persuadere (Frammenti postumi).

TI CONSIGLIAMO ANCHE:  Nietzsche, frasi sul Superuomo: i pensieri più significativi

I preti sono i nemici più crudeli: in essi l’odio cresce in proporzioni mostruose e sinistre, una forma di odio tra le più spirituali e tossiche (Citato ne Il libro della politica, 2018).

La figura della croce come simbolo, in un’epoca che non conosce più il significato e l’ignominia della croce – che vento di orrore soffia da tutto ciò, come dalla tomba di un passato antichissimo! (Umano troppo umano).

Per me essi sono dei prigionieri e dei segnati. Colui che essi chiamano il loro redentore li ha messi in catene: nelle catene di valori falsi e parole fallaci! Oh, se qualcuno li redimesse dal loro redentore! (Così parlò Zarathustra)