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Frasi di Einstein su Dio e riflessioni sulla religione e l’uomo

Albert Einstein e Dio, pensieri sulla religione tratti dalle lettere e altri scritti

Chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili (Lettera alla studentessa Phyllis,1936)

Il tipo d’ordine […] creato dalla teoria della gravitazione di Newton […] presuppone un alto grado d’ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del “miracoloso”, che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli (Lettera a Maurice Solovine, 1956)

La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio (Isaacson, Einstein: His Life and Universe)

La scienza, contrariamente ad un’opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguire finalità teologiche, poiché deve proporsi […] di sapere perché la natura è così e non in un’altra maniera, con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sé altre scelte quando creò il mondo (Lettera a Erik Gutkind, 1954)

La parola Dio per me non è che l’espressione e il prodotto delle debolezze umane e la Bibbia una raccolta di venerabili leggende, abbastanza primitive (Lettera a Erik Gutkind, 1954)

Frasi di Einstein sulla religione, le riflessioni più belle sul “sentimento religioso cosmico”

D’altra parte ritengo che il sentimento religioso cosmico sia il più forte e nobile incitamento alla ricerca scientifica (New York Times Magazine, 1930)

L’autentica religione è il vero vivente; vivente tutt’uno con l’anima, tutt’uno con la bontà e la rettitudine (Come io vedo il mondo)

Ma lo scienziato è posseduto dal senso di causalità cosmica […] Il suo sentimento religioso prende la forma di uno stupore rapito davanti all’armonia della legge naturale, che rivela un’intelligenza di tale superiorità che, al confronto, tutto il pensiero e l’agire sistematici degli esseri umani sono un riflesso assolutamente insignificante. […] Questo sentimento è indubbiamente molto vicino a quello che ha posseduto gli spiriti religiosi di tutti i tempi (Come io vedo il mondo)

Tuttavia c’è un terzo stato di esperienza religiosa […] che chiameremo sentimento religioso cosmico. […] L’individuo percepisce l’inutilità dei desideri e degli scopi umani e la sublimità e l’ordine meraviglioso che si manifestano in natura e nel mondo del pensiero. […] Grandi spiriti religiosi di tutti i tempi si sono distinti per questo tipo di sentimento religioso che non conosce né dogmi né un Dio concepito a immagine dell’uomo […] Secondo me, la funzione più importante dell’arte e della scienza è proprio quella di risvegliare questo sentimento e tenerlo vivo in quelli che non sono in grado di sentirlo (Come io vedo il mondo)

Difficilmente troverete uno spirito profondo nell’indagine scientifica senza una sua caratteristica religiosità (Come io vedo il mondo)

Riflessioni di Albert Einstein su Dio, frasi celebri sul rapporto tra le religioni e l’universo

Tu ritieni che Dio giochi ai dadi. Dio non gioca ai dadi. Dio è ingegnoso, ma non disonesto (Lettera a Niels Bohr, 1926)

Dio è sottile ma non è malizioso (da una battuta rivolta a Oscar Veblen alla Princeton University, 1921)

Gli atei fanatici sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Essi sono creature che nel loro rancore contro le religioni tradizionali come ‘oppio delle masse’ non possono sentire la musica delle sfere (Isaacson, Einstein: His Life and Universe)

L’uomo che è completamente convinto dell’azione universale della legge della causalità non può […] soffermarsi sull’idea di un essere che interferisce nel corso degli eventi (Come io vedo il mondo)

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