Frasi di Antonio Scurati su antifascimo, Mussolini e storia

Antonio Scurati, discorso su antifascismo e pensieri su revisionismo

A che punto è la notte? A che punto è la rimozione del fascismo? Il suo accesso è ancora negato alla coscienza collettiva? È la più bruciante attualità politica a imporre questi interrogativi (Il fantasma del fascismo minaccia la democrazia, Repubblica.it, 19 aprile 2024).

Finché la parola “antifascismo” non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.

Discorso sull’antifascismo, aprile 2024

Giù in strada le grida dei garzoni invocano la rivoluzione. Noi ridiamo. La rivoluzione l’abbiamo già fatta. Spingendo a calci questo Paese in guerra, il 24 maggio del millenovecentoquindici. Ora tutti ci dicono che la guerra è finita. Ma noi ridiamo ancora. La guerra siamo noi. Il futuro ci appartiene. È inutile, non c’è niente da fare, io sono come le bestie: sento il tempo che viene (M – Il figlio del secolo).

Io ho toccato con mano negli ultimi giorni l’oltraggio, l’aggressione verbale e la denigrazione da parte esponenti di governo, istituzioni e dei loro fiancheggiatori. Vi invito calorosamente a tornare in piazza. L’unica possibilità che le persone non violente, civili, argomentative e non brutali hanno di contrastare l’aggressione della brutalità, dell’insulto e dell’oltraggio è il numero. E ogni volta che uno di noi viene attaccato con violenza fisica e verbale tutti quanti dobbiamo reagire, altrimenti prevalgono loro (Fondazione Feltrinelli di Milano, 23 aprile 2024).

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Viviamo nel tempo del revisionismo, caratterizzato da un pervicace spirito di risentimento rispetto al passato, con intenti demistificatori se non denigratori: la tendenza a disseppellire i morti per ucciderli una seconda volta, a svilire la dignità etica e politica della storia. È una sorta di nichilismo. Ecco, secondo me bisogna abbandonare il risentimento del revisionismo ossessivo e petulante e cercare una forma di sentimento della storia. Cercare nella storia la sua capacità di offrire una visione etica ed epica (La nuova scommessa è sfidare il pop, Corriere della Sera, 9 dicembre 2007).

Citazioni M – Il figlio del secolo di Antonio Scurati: riflessioni su Mussolini, Matteotti e fascismo tratte dal libro

Alle 11.05 del 30 ottobre millenovecentoventidue, nel momento in cui aveva salito le scale del Quirinale per ricevere dal re d’Italia l’incarico di governarla, Benito Mussolini, di origine plebea, zingaro della politica, autodidatta del potere, a soli trentanove anni era il più giovane primo ministro del suo Paese, il più giovane dei governanti di tutto il mondo al momento dell’ascesa, non aveva nessuna esperienza di governo né di amministrazione pubblica, era entrato alla Camera dei deputati soltanto sedici mesi prima e indossava la camicia nera, la divisa del partito armato senza precedenti nella storia. Con tutto ciò, il figlio del fabbro – figlio del secolo – aveva salito le scale del potere.

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La terra, dunque, ha reso il cadavere di Giacomo Matteotti. Il cadavere, pur con i suoi pochi lembi di carne, placa il fantasma. L’incubo è finito. La fine è iniziata.

Lui [Benito Mussolini] è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei “puri”, i più fessi e i più feroci.

Non è il morire che ci spaventa, è questo non vivere che ci esaspera.

Poche cose corrompono tanto un popolo come l’abitudine all’odio.

Frasi di Antonio Scurati sul fascismo e riflessioni sulla storia

È quell’idea di libertà politica ad averci dimenticati lungo un binario morto della storia, non siamo noi ad aver dimenticato il Risorgimento. L’eredità del Romanticismo è invece malignamente viva.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944. Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti (Discorso sull’antifascismo, aprile 2024).

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L’Ottocento, nella dimensione artistica e mitica, è un secolo più contemporaneo del Novecento e di molte sue esperienze: penso alla vocazione popolare e all’istinto comunicativo del romanzo e del melodramma. Comunque questa idea del passato non asseconda certo il mainstream (Corriere della sera, 9 dicembre 2007).

L’unico modo per fugare il fantasma del fascismo è attraversarlo, riconoscere di essere stati fascisti.

Come sta la democrazia?, Fondazione Feltrinelli di Milano, 23 aprile 2024

Se il Risorgimento è dimenticato lo è perché la sua idea guida – la libertà attiva, intesa come libertà di fare e rifare politicamente il mondo in modo tale che si adatti meglio all’esistenza umana – è oggi un’idea morta (Corriere della Sera, 5 ottobre 2005).